Peter Beagle, scrittore e musicista americano, è ospite questa sera alla Fondazione Arnaldo Pomodoro, nell’ambito dei Giovedì alla Fondazione. Nel corso della serata, Peter Beagle (New York, 1939) parlerà delle sue opere letterarie, in compagnia di Nicola Manuppelli, il traduttore italiano dei suoi libri. Sarà anche l’occasione per ascoltare dalla sua voce e accompagnato dalla sua chitarra, alcune canzoni acustiche da lui composte.

In particolare, lo scrittore newyorkese presenterà al pubblico Una Lunga Strada da Fare, un romanzo on the road atipico fatto di battute veloci e dialoghi fulminanti, che si svolge in un’America di poco successiva a quella descritta da Kerouac e ancora popolata di beatnik, vagabondi, motel, paesi sperduti,cameriere attraenti e posti per fare musica. Una sorta di autoritratto dell’artista da giovane. La trama vede due artisti ebreo-americani (un futuro e celebre scrittore di fantasy e un pittore) in un viaggio coast to coast nell’America del 1963, l’anno in cui fu assassinato Kennedy e il mondo cominciò a cambiare velocemente, ma non così tanto come agli occhi di Peter Beagle e del suo amico Phil Segunick.
Come ha avuto modo di ricordare lo stesso Beagle, “Una lunga strada da fare non è un diario e non è soltanto una storia, è come un dipinto o una canzone, è un libro di arte in senso generale”.

Peter S. Beagle è nato nel 1939 a New York, da una famiglia di artisti, scrittori, musicisti e soprattutto pittori (i suoi zii erano i famosi fratelli Soyer). Ha frequentato la scuola di scrittura creativa di Stanford ai tempi di Wallace Stegner. Qui è stato compagno di scrittori come Larry McMurtry e Ken Kesey. È noto soprattutto come autore di fantasy, sia come sceneggiatore (Il signore degli anelli, Star Trek), sia come
romanziere. La sua opera più famosa, L’ultimo Unicorno, è riconosciuto universalmente come uno dei capolavori del genere e adorato da autori del calibro di Neil Gaiman. Il suo stile è una sorta di realismo magico che spesso sconfina nel fantastico puro. Questo lo avvicina, da una parte, ad autori come Michael Ende e Tolkien, dall’altra, ad scrittori come Isaac Singer, soprattutto per la parte della sua produzione che riguarda l’infanzia ebraica nel Bronx. Tra i suoi modelli di riferimento vi è anche il cantante e poeta francese George Brassens, al quale si avvicina per il gusto per l’ironia e l’anarchia irriverente e, soprattutto, la musica: da anni Beagle gira l’America suonando e diffondendo le canzoni dell’amato Brassens. Peter Beagle ha lavorato come musicista, cantante e insegnante di scrittura creativa. Attualmente vive a Oakland in California e lavora a numerosi libri, fra cui un seguito del suo celebre L’Ultimo Unicorno.

Fondazione A.  Pomodoro, 20 maggio,21.00,Via Andrea Solari 35 – Milano

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