Apre nello Spazio Focus del MUDEC – il Museo delle Culture di via Tortona, 56Eravamo cacciatori di teste, la prima mostra italiana dedicata ad uno dei popoli più affascinanti della Nuova Guinea: gli Asmat. L’esposizione, che accompagnerà il pubblico dal 27 Settembre all’8 Luglio 2018, racconta magistralmente i profondi cambiamenti sociali, artistici e culturali avvenuti in seno alla ricca tradizione delle popolazioni Asmat nel corso del XX secolo. Per fare ciò MUDEC si è servito di una parte della collezione permanente conservata nei depositi del museo, valorizzando questa straordinaria cultura con più di 150 opere provenienti da più parti del mondo.

GLI ASMAT SONO UN GRUPPO ETNICO SVILUPPATOSI NELLA PARTE COSTIERA SUD-OCCIDENTALE DELLA NUOVA GUINEA. BENCHÉ POLITICAMENTE APPARTENGANO ALL’INDONESIA, CULTURALMENTE SONO LEGATI AL MONDO OCEANICO.

Intagliatore di legno Asmat ©Edi Wibowo ph.

La terra degli Asmat è situata all’interno del Parco Nazionale di Lorentz, la più grande area protetta dell’Asia Pacifica, considerata Patrimonio dell’Umanità.

Questa popolazione possiede una delle più conosciute e vive tradizioni di intaglio del legno del Pacifico, tanto che la loro arte è richiesta dai collezionisti di tutto il mondo. Le forme artistiche Asmat più tradizionali sono le cosiddette “figure-scheletro”, le maschere rituali formate da intrecci di corda, gli scudi decorati con rilievi policromi e i pali rituali, decorati a traforo con figure antropomorfe.

La mostra Eravamo cacciatori di teste, attraverso sculture, armi e strumenti musicali, permette ai visitatori di approfondire non solo gli aspetti legati alla vita quotidiana di queste popolazioni, ma di conoscere anche i complessi rituali e le tradizioni che legano indissolubilmente la pratica scultorea alla dimensione spirituale più profonda degli Asmat. Secondo questa popolo, infatti, gli antenati entrerebbero in contatto con i vivi, tornando alla vita, proprio attraverso le figure intagliate. Vista la loro peculiarità artistica e culturale, gli Asmat fin da subito hanno attirato l’attenzione di artisti, antropologi ed etnografi.

Barca degli spiriti (wuramon) sec. XX  ©Museo delle Culture Coll. Fardella-Azzaroli

Testa per rituale (kus)  ©Museo delle Culture, Milano – Coll. Leigheb

IL TERMINE ASMAT SIGNIFICA “IL POPOLO DELLA TERRA”. GRANDI AMANTI DELLA NATURA, GLI ASMAT SONO FAMOSI ANCHE PER ESSERE CANNIBALI E CACCIATORI DI TESTE.

La popolazione Asmat, associata nell’immaginario collettivo ad un mondo primigenio ed incontaminato, custodisce ancora oggi i tratti caratteristici della propria antica cultura, perfettamente adattata al difficile ecosistema in cui vivono. Grazie alla mediazioni di diversi gruppi missionari e all’avvio nel 1968 del FUNDWI (Fund of the United Nations for the Development of West Irian) e dell’Asmat Art Project, specifici programmi di aiuto umanitario e artistico voluti dalle Nazioni Unite, gli Asmat hanno saputo però anche innovarsi, affrontando le sfide della modernità.

Pugnale (pisuwe)  ©Museo delle Culture, Milano – Coll. Leigheb

Il percorso espositivo di Eravamo cacciatori di teste è costituito da quattro sezioni tematiche, ciascuna emblematica della storia e della cultura di questa straordinaria popolazione.

Cuore centrale dell’esposizione è certamente la presenza dei due pali cerimoniali bis, alti più di quattro metri, interamente scolpiti e decorati con pigmenti naturali. Durante lo studio di queste particolari decorazioni sono emerse delle criticità relative allo stato di conservazione di uno dei due pali: la mostra diventa occasione per presentare al pubblico l’importante lavoro di ricerca su questi temi, consentendo di osservare da vicino il lavoro dei restauratori, grazie ad un apposito allestimento. Completano questo viaggio culturale un documentario e numerose fotografie di questa affascinante popolazione della Nuova Guinea.

Statua (kawe)  ©Museo delle Culture, Milano – Coll. Passarè

La mostra, a cura di Giorgia Barzetti, Ilaria Ghilotti, Anna Maria Montaldo e Carolina Orsini, ha visto la collaborazione del personale scientifico del museo e di alcuni esperti di arte Asmat e della Menalesia, tra i quali il Dottor Paolo Campione, Direttore del Museo delle Culture di Lugano. Molte delle opere provengono dalla collezione privata di Mariangela Fardella e di Giorgio Azzaroli, concessa in comodato al MUDEC e dalla collezione del giornalista Maurizio Leigheb e dell’amico Roberto Fiore, acquisita nel 2015 dal Comune di Milano per colmare la dolorosa lacuna creatasi più di settant’anni fa a causa dei bombardamenti che colpirono il Castello Sforzesco, allora sede delle Collezioni Etnografiche.

Eravamo cacciatori di teste: riti, vita e arte delle popolazioni Asmat” sarà visitabile dal 27 Settembre 2017 all’8 Luglio 2018, dal lunedì alla domenica. Per informazioni relativi ai costi e per le  prenotazioni sarà possibile consultare direttamente il sito online a questo link.

MUDEC | Via Tortona, 56 – Milano 

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Brenda Herrera
23 anni. Milanese di origini venezuelane e colombiane. Laureata in Scienze della Comunicazione, attualmente studentessa di Giornalismo e Cultura Editoriale. Amo Milano in tutte le sue sfumature. Scrivere e viaggiare sono le mie piú grandi passioni.

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