Barbie – The Icon. Il mito di Barbie è da oggi in mostra al Mudec – Mudeo delle Culture di Zona Tortona in un percorso celebrativo, curato da Massimiliano Capella, diviso in cinque sezioni che ripercorre la storia di questa bambola icona, riflesso della società di oggi così come di ieri.

Ma facciamo qualche passo indietro nella storia di questo giocattolo che fa parte, in un modo o nell’altro, del vissuto di tutti noi. Barbie nasce dall’intuizione di Ruth Handler e il marito Elliot Handler, co-fondatore della Mattel. Nella nascita di questa bambola rivoluzionaria c’è però lo zampino “made in Europe”. Gli Handler, infatti, presero ispirazione per la Gli Handler con Barbiecreazione di Barbie da Bild Lilli, una bambola tedesca venduta tra il 1955 e il 1964. Pensata più per adulti che per bambini, Bild Lilli era la personificazione del personaggio di un fumetto creato da Reinhard Beuthien per il tabloid Bild-Zeitung: una ragazza sfacciata, disinibita ed ambiziosa dall’invidiabile guardaroba.

Barbie ebbe invece i suoni natali in Giappone e fece la sua prima apparizione ufficiale alla New York International Toy Fair il 9 marzo 1959 sfoggiando costume zebrato, frangetta e una lunga coda. Inutile dire che fu da subito un vero successo. Pensate che nel solo primo anno di vita ne furono venduti 350.000 esemplari. Il segreto di Barbie? E’ stata sin dall’inizio un vero e proprio prodotto di marketing, il primo gioco ad essere oggetto di massicce campagne televisive ed a fare un sapiente uso dello storytelling. Barbie ha infatti una biografia: all’anagrafe Barbara Millicent Roberts (Barbara è il nome della figlia degli Handler), ha frequentato la Willows High School a Willows, Wisconsin e la Manhattan International High School a New York. E’ circondata da una famiglia unita, da amici cari e dall’intramontabile fidanzato Ken (da Kenneth, il figlio maschio) il quale, tra alti e bassi, le è sempre stato accanto. Insomma un intero sistema di personaggi e accessori da vendere agli appassionati, siano essi bambini o collezionisti, o ancor meglio, un vero e proprio stile di vita da imitare e a cui aspirare.

Barbie ha oggi 56 anni e vanta un’intatta gioventù (...life in plastic, it’s fantastic…) che la nostra eroina, con qualche ritocchino, ha sapientemente saputo mantenere al passo con i tempi. Nel suoBambole Barbie trascorso Barbie conta 50 diverse nazionalità e oltre 150 professioni all’insegna di quello che è stato da sempre il suo motto: I Can Be. E’ andata sulla luna, è diventata ambasciatrice Unicef e ha persino sostenuto una campagna elettorale per diventare presidente degli Stati Uniti, rappresentando il Partito delle Ragazze. Indiscussa Dea dello Stile, ha indossato 1 miliardo di abiti per 980 milioni di metri di stoffa, senza considerare tutti gli outfit creati ad hoc da grandi e piccini. Le mie Barbie, ad esempio, sfoggiavano una invidiabile e colorata collezione di minigonne tutte frou-frou create con il tessuto dei confetti…Ma per sua fortuna, questa biondona da urlo, è stata vestita anche dai più grandi couturiers al mondo come Valentino, Ferrè, Armani, Versace, Calvin Klein e Vivienne Westwood per citarne alcuni. Si è trasformata, di volta in volta, nelle più importanti rappresentarti della cultura (trasversalmente intesa) mondiale, è stata protagonista di magnifiche copertine ed editoriali delle più blasonate riviste patinate. Vanta abitazioni, mezzi di trasporto e oggetti di design da favola. E’ un’amante della natura e negli anni si è circondata di molti animali, tra i quali persino una zebra.

La nostra camaleontica Barbie è cambiata con lo scorrere del tempo, è riuscita ad abbattere ogni frontiera linguistica, culturale, sociale e atropologica (tranne, ahimè, quella dell’Arabia Saudita, dove è stata bandita la vendita della discinta di cui sopra) e forse è proprio questa la sua unica e vera “ricetta di bellezza”. Questo sicuramente il motivo per il quale il Museo delle Culture di Milano le dedica una mostra dal titolo Barbie – The Icon.

Al Mudec dal 28 Ottobre 2015 al 13 Marzo 2016.

[mappress mapid=”142″]

ilovezonatortona
La Redazione di I Love Zona Tortona.

Similar Articles

Leave a Reply

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.