Il Design Nomade è uno dei temi più cari al mondo del design negli ultimi anni. Generazioni nomadi, che cambiano in fretta lavoro, casa, luogo e perché no, anche stile di vita. La nuova generazione ama viaggiare, conoscere, scoprire, esplorare, ampliare le proprie prospettive in un continuo cambiamento che crea stabilità.

Sembra che Nomadismo sia la parola chiave dei nostri giorni e non è un caso che anche il colosso dell’arredamento svedese Ikea, così come marchi blasonati come Louis Vuitton con la sua Objets Nomades, l’abbiano ribadito, dedicando ai nuovi nomadi arredi multifunzione e facilmente trasportabili, perfetti per chi non ha radici ed è sempre in movimento.

Libertà, aria aperta e avventura. Sono queste le parole chiave che si leggono tra le immagini targate #VanLife, un vero e proprio modo di vivere, che spesso coinvolge nomadi digitali, che viaggiano e raccontano le proprie esperienze attraverso testi e fotografie. Una vita in cui il design si adatta alle dimensioni di un Van trasformato in casa mobile.

Photo @thenomadicpeople #vanlifers #vanlife #kombi

A post shared by the vanlife by #vanlifers (@vanlifers) on

 Il design è pensato per rispondere ad una precisa domanda che muta velocemente, proprio come il concetto di “casa”. La nostra generazione di nomadi sarà ben felice di ricreare il proprio habitat con pochi e semplici elementi multi-funzione. 

design-nomade
Mobile kitchen di Rutopia

Ma come cambia allora il design nell’era del neo-nomadismo? Come si traformano le forme, i materiali, le interfacce, i paradigmi di progettazione? Come provano i designer a dare risposta ai nuovi bisogni del nomade contemporaneo. 

To ManyPlaces di Emmy Polkamp
To ManyPlaces di Emmy Polkamp

Creando oggetti che rispondono ai nuovi bisogni delle nuove esistenze flessibili: da To Many Places, il pop-up hotel di Emmy Polkamp, fino a WaterBed l’abitazione sull’acqua di Daniel Durnin, passando per le sperimentazioni di HOMI Smart, tra design e nuove tecnologie.

Anche la cucina diventa nomade con Solari, un nuovo sistema di cottura solare per esterni di Bodin Hon, e Modern Nomad Kitchen di Dorota Biedrzycka. 

Gli arredi delle case diventano modulari, si montano e smontano in fretta, facili da spostare e trasportare, soluzioni abitative intelligenti ecosostenibili, a basso costo, per una vita in continuo cambiamento e in continuo movimento, come Lynco System di Natalia Geci

Natalia Geci Lynco System
Lynco System di Natalia Geci

Oggetti e progetti molto diversi tra loro, ma che parlano tutti lo stesso linguaggio. Quello di un design nomade, agile e mobile; oggetti pensati per essere sempre in viaggio, micro-architetture che si possono compattare e spostare e che nascono in primis come spazi di condivisione. 

 Arara Nomade di Ricardo Freisleben e André Pedrini
Arara Nomade di Ricardo Freisleben e André Pedrini

Da Arara Nomade, l’armadio nomade di Ricardo Freisleben e André Pedrini, alla Lampada Nomade di Gianfranco Conte di Artego, passando attraverso il progetto Hybridization di Libero Rutilo fino a Itaca, la casa portatile di Elena Bompani, solo per citarne alcuni.

This slideshow requires JavaScript.

A questo punto non resta che decidere quale sarà la prossima meta del nostro vagabondare nomade!

Rossella Sblendorio
Sono un Interior Designer, laureata allo IED di Milano, da sempre innamorata della scenografia, della fotografia e del lighting design. Qui un assaggio dei miei lavori:
http://www.zaditaly.com/designer/rossella-sblendorio

Similar Articles

Leave a Reply