Tango di Paolo Dalponte, questo il titolo della mostra d’arte che inaugura  sabato 22 maggio 2010 allo Spazio Papel di Zona Tortona. L’artista illustratore, umorista e pittore, interpreta il Tango argentino – una delle danze più sensuali del mondo, dichiarato dall’Unescu Patrimonio dell’Umanità – con 15 illustrazioni, tra chine e acquerelli, tanto delicate quanto incisive, nel suo tipico stile ludico – surreale.

Con estrema cura dei particolari l’artista cattura incroci di gambe, scarpe col tacco e giochi di sguardi, nello sfondo monocromatico senza riferimenti spaziali, in cui l’attenzione si focalizza sul  particolare simbolico e di cui, infine, si apprezza la sottile ironia.
Diplomato all’Istituto Statale di Arte Applicate di Trento ed insignito di numerosi premi in Italia e all’estero, Paolo Dalponte (Lomaso 1958) inizia la sua carriera nel 1989 collaborando presso lo Studio d’Arte Andromeda, luogo in cui si delinea quello che sarà poi il suo linguaggio creativo, trasferito nel suo personale “umorismo grafico”.
Tutta la produzione grafica e pittorica di Paolo Dalponte  è infatti caratterizzata da rappresentazioni ironiche dal raffinato segno grafico, incentrate sulle banalità del quotidiano: dalla metamorfosi degli oggetti, agli accostamenti  surreali, ai giochi di parole disegnati.

Dopo le recenti mostre in Francia e le precedenti esposizioni a Milano, P aolo Dalponte sarà accolto dallo Spazio Papel fino al 2 giugno 2010.

Durante il vernissage, che avrà inizio alle ore 18.30, verrà  letto  Questa Musica lo Sa, conturbante testo dal sapore di appassionata milonga e struggente bandoneon, di Annamaria Sansone, performance dalla forte carica poetica che verrà accompagnamenta da un sottofondo musicale.

“Cercarsi alla cieca, guidati da un odore prima ancora che da un suono. Scrutare con gli occhi nella stanza, mentre gli occhi arrivano dopo gli altri sensi. A cosa serve vederti, se so già che ti troverò comunque. Questa musica lo sa, continueremo a venire uno incontro all’altro, fino a toglierci il respiro. Ci lega coi suoi lacci di cuoio e di sudore, ci avvolge dentro al suo bocciolo. Non avrete altro profumo al di fuori di questo. Non avrete altra voce, altro fiato, altra passione.
Frugare con le dita nella nostra corteccia, fino a trovare il sangue che chiama e che grida per farsi trovare. Eccomi, sussurra, sono qua per te, dietro la scorza dura. Non è mai freddo, non è mai del tutto inverno se balliamo insieme.
E se questo dovesse farti paura, se questo bandoneon dovesse diventare un abisso in cui lanciarsi senza le ali, deserto e labirinto, dove credi di potermi sfuggire?
Verrò a cercarti a piedi nudi nelle spine. Se tu dovessi disperderti in mille frammenti, io verrei a raccoglierli uno per uno, col gesto di chi raccoglie le perle di una collana. Ti inseguirei come un pensiero che non si dà pace fino a quando non trova pace in te.
Perché la mia vita è tutta compresa in una goccia del tuo sudore. Scende lungo la tua tempia, la colgo nel cavo del tuo ginocchio. Nella piega morbida delle tue labbra. Nella conchiglia del tuo orecchio. Ha un sapore di tango, altro non ti so dire. Non c’è spazio per molte parole. Mi allaghi la mente. Non lasci margine per altro. Potrei dimenticarmi di me, ma non delle nostra gambe intrecciate.
Vieni, dunque. Lasciamoci tutto alle spalle, i vestiti, le scarpe, il lavoro. Facciamone un mucchio inutile, diamogli fuoco sopra a una spiaggia. Che bruci tutto ciò che non è necessario. Si consumi fino a diventare cenere, ci liberi dentro a una fiamma. E poi veniamoci incontro, un passo dopo l’altro, ineluttabile movimento.
E dopo esserci trovati, maschio e femmina insieme, ti prego, continuiamo a cercarci. Fa che sia lungo il percorso del mio desiderio, e che ad ogni passo senta il piacere e lo strazio di non averti ancora raggiunto. Fa che, alla fine, possa dirti di nuovo: Abbracciami coi tuoi capelli d’alga.
Toglimi il fiato. Uccidimi col tuo morso d’animale marino. Ma permettimi, amore, di ballare ancora una volta con te“.
[Questa musica lo sa – Annamaria Sansone]

Spazio Papel, sabato 22 maggio 2010, 18.30, Via Savona 12/18 –  Milano

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