Calcio finchè Muoio in prima nazionale da questa sera al Teatro Libero di Zona Tortona: stadi di violenza ultras, sei storie legate per caso o per destino nel feroce monologo di Patricia Conti, diretto ed interpretato da Alessandro Castellucci, che dà voce e corpo al tema attuale del tifo violento, a una realtà vicina e spesso incomprensibile, che continua a mietere vittime inutili. Lo spettacolo prosegue la peculiare indagine della compagnia Macrò Maudit Spectacules sul mondo del calcio.

Dopo il successo de Nel fango del dio palloneLa storia maledetta di Carlo Petrini, centravanti di serie A, tratto dall’omonima autobiografia di Petrini,  nella quale si intrecciano le vicende di una travagliata esistenza e le tappe di una lunga carriera di calciatore tra doping e partite truccate, Calcio finché muoio esplora il mondo delle tifoserie violente.
La curva Ultras è una folla senza volto, un unico cuore che pulsa al ritmo dei cori, un solo grido di battaglia. L’adrenalina sale, un’esaltazione che è come una droga. L’odio prende il comando. Ed esplode la violenza. D’impeto, come in un delitto passionale o premeditata, come la vendetta.  Questa domenica irrompe con uno schianto nella vita dei personaggi. Tommy, Cico, Memo,Tobia, Katia e Teo, spaccati di umanità in diversa maniera coinvolti e stravolti dalla fede ultras. Questa partita di calcio cambierà la vita di tutti loro, per sempre.

Ispirato al romanzo L’undicesimo dito di Maurizio Zottarelli, recentemente pubblicato da Bompiani, Calcio finché muoio accende i riflettori non su un campo di gioco né sui suoi protagonisti miliardari, ma sulle curve e sui gruppi che armano di violenza una partita. Un monologo che svela la sovreccitazione, l’aggressività, i riti e i simboli delle tifoserie più estreme.

Teatro Libero, 3-10 giugno2010, 21.00, Via Savona 10 – Milano

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Roberta Ferrazzi
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