The Beats and The Vanities è il titolo della nuova Film Series organizzata da Armani /Silos, il museo di Giorgio Armani in Zona Tortona, che prenderà il via in concomitanza con la Milano PhotoWeek 2017.

La rassegna cinematografica proposta da Giorgio Armani propone una raccolta di pellicole che si ispira alla mostra personale del fotografo Larry Fink, attualmente allestita presso l’Armani / Silos. Esposizione che prende il titolo da due portfolio rappresentativi dell’opera di Fink The Beats e The Vanities.
Il primo documenta gli anni della beat generation, quando Fink era un adolescente.

The beats Larry Fink

The Vanities, invece, rappresenta l’opera di Fink quando egli documentò le feste hollywoodiane su incarico di Vanity Fair.

Armani ha chiesto a Fink di selezionare le sei pellicole che saranno proiettate  durante la Film Seires presso l’Armani/Silos e che si legano alla mostra The Beats and The Vanities.

Le pellicole scelte dal grande fotografo per The Beats sono:

  • Shadows (1959) di John Cassavetes, uno sguardo provocatorio sui rapporti interraziali a New York
  • Next Stop, Greenwich Village (1976), un racconto semi-autobiografico del regista Paul Mazursky sulla sua vita di attore nella New York degli anni ’50
  • On the Road (2012), con Garrett Hedlund, Sam Riley e Kristen Stewart, in una versione cinematografica del leggendario romanzo di Jack Kerouac

Per The Vanities la scelta è ricaduta invece su:

  • Sunset Boulevard (1950) di Billy Wilder, la celebre rappresentazione di uno degli aspetti più cupi della fama di Hollywood
  • A Star is Born di George Cukor (1954) con un’incantevole Judy Garland
  • Somewhere (2010) di Sofia Coppola, un ritratto della superficialità e frivolezza che si celano dietro la facciata tutta glamour di Hollywood.

Giorgio Armani ha dichiarato: “Il cinema è una mia grande passione, fin da quando ero bambino. Ha influenzato la mia personale estetica e rappresenta da sempre una preziosa fonte di ispirazione per il mio lavoro. La selezione di film di Larry Fink è misteriosa e al tempo stesso rivelatrice, proprio come le sue fotografie, e spero che il pubblico ne sarà affascinato.”

Il designer, amante del grande schermo, nelle sue diverse interviste ha, infatti, spesso affermato che, se non avesse intrapreso la strada dello stilista, avrebbe desiderato diventare un regista. Lo vediamo nelle sue campagne pubblicitarie, sempre accuratissime le attenzione poste nelle parti descrittive, e nelle sue innumerevoli collaborazioni con il cinema nelle vesti di costumista e stilista. Non possiamo non ricondurre il suo stile ad immagini che ci portino a pensare a scenari di grandissimi film.

Giorgio Armani

Armani/Silos | Via Bergognone 40, Milano

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